News sul mondo Talassemia

Roma 3 settembre 2010

Primo piano

ROMA – Il ministro della Salute, Francesco Storace, ha disposto l’apertura di un’inchiesta per accertare responsabilità amministrative o comportamenti sanzionabili penalmente in riferimento al rifiuto della donazione di sangue di un omosessuale al Policlinico di Milano.

“Quanto accaduto al Policlinico di Milano – dice il ministro – é inaccettabile e potrebbe configurare l’esistenza di un reato”.

La vicenda è stata denunciata dal protagonista stesso e riportata sulle pagine del quotidiano ‘La Repubblica’. Paolo Pedone, gay dichiarato trentanovenne, collaboratore della rivista ‘Pride’, ha raccontato che la sua offerta di donazione di sangue è stata respinta dal centro trasfusioni dell’ospedale Policlinico di Milano, nonostante la legge permetta anche agli omosessuali di donare il sangue; il motivo addotto dal centro sarebbe stato che i rapporti tra gay maschi sono sempre a rischio aids.

Sangue da gay, polemica Sirchia-Storace

L’ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, replica duramente al suo successore sul caso del milanese al quale e’ stato impedito di donare il sangue perchè omosessuale

”Penso che il ministro Storace non sarebbe contento di ricevere una trasfusione che abbia un rischio maggiore di trasmettergli l’Hiv o l’epatite C. Se questo avvenisse, forse cambierebbe idea”. Queste le parole, da ‘Radio 24 – Il Sole 24 Ore’, pronunciate dall’ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, in risposta al suo successore sul caso del 39enne milanese al quale e’ stato impedito di donare il sangue perche’ omosessuale.

Storace aveva sostenuto che al Centro trasfusionale del Policlinico di Milano, diretto da Sirchia per quasi 30 anni, ”la tutela della salute e’ entrata in conflitto con la dignita’ della persona”

Dunque adesso Sirchia risponde che, su queste restrizioni, tutti gli standard internazionali coincidono.

“O il mondo e’ fatto di pazzi, o forse c’e’ una ragione. Prima di strapparsi le vesti e di lasciarsi andare a dichiarazioni che sono piuttosto comiche – ha poi proseguito l’ex ministro – bisogna ragionare sulle cose e conoscere i dati. Se si parte da un presupposto vero tutte le conclusioni non sono vere”.


3 ottobre 2007

Talassemia: rischio di diffusione in Italia per i flussi migratori del Mediterraneo e del Sud-Est asiatico.

Emergenza talassemia nella sanità mondiale a causa dei flussi migratori. A lanciare l’allarme è stato Paolo Cianciulli, presidente della Soste (Società per lo studio della talassemia ed emoglobinopatie), intervenuto ieri a un incontro sulle malattie rare organizzato da Novartis a San Gimignano, in provincia di Siena.
In Italia vivono oggi 7 mila talassemici e 3 milioni e mezzo di portatori sani della malattia. E se, grazie alla prevenzione, i nuovi casi tra gli italiani sono destinati a diminuire, cresce invece l’allarme fra gli stranieri. Nella maggior parte dei casi questi “sfuggono” ai controlli medici.
Le malattie rare, hanno ricordato gli specialisti, sono in tutto 5 mila e le più note sono 1.500. Nella sola Ue si registrano 30 milioni di casi, di cui 3 milioni nella penisola. Le emoglobinopatie, in particolare, colpiscono 300 mila bimbi l’anno nel mondo, con 100 mila affetti da sindromi talassemiche. Numeri che in una società sempre più multietnica si moltiplicheranno anche nei Paesi occidentali.
In Italia, ha sottolineato Cianciulli, giungono ogni anno 300 mila immigrati che, con questi ritmi di crescita, tra 10 anni potrebbero essere 6 milioni. Arrivano da zone ad alto rischio di condizioni ematologiche ereditarie (Medio Oriente, Sud-Est asiatico, India e bacino del Mediterraneo in generale), per il 56% sono in età fertile e raramente vengono assistiti come dovrebbero. Il che complica le possibilità di diagnosi e di terapia.

Da Il Giornale del 06 Ottobre 2007 L’immigrazione moltiplica i casi di Talassemia

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